domenica 24 settembre 2017

Come costruire un prototipo di automobile - Parte 2

Liberati dal telaio della fu MG-F gli assali - con annesso motore - della macchina, avuta l'ennesima conferma che, quali appariscenti signore imbellettate ad una cena di gala, una volta spogliate della loro seducente carrozzeria le automobili moderne non sono poi così affascinanti, si comincia a concentrarci sull'assale anteriore, che si presentava - mattone a parte - così:


Le stringenti specifiche prevedevano che la lunghezza dell'automobile finita fosse praticamente coincidente con il passo delle ruote, per cui sicuramente il telaietto di sostegno di ruote e sospensioni anteriori necessitava di essere scorciato e - già che ci siamo.. - alleggerito quanto più possibile.
Dopo aver rimosso alcune inutili escrescenze di lamiera, prima di tagliare completamente la parte anteriore posizioniamo e saldiamo i tubolari che costituiranno il traliccio di rinforzo del futuro assale anteriore



e quindi si procede senza rimpianti col taglio dell'ingombrante - oltre che antiestetico - scatolato


I "moncherini" vengono quindi tappati con due lamierini saldati


Ed ecco quindi come si presenta il nuovo assale anteriore, decisamente più corto e aggressivo, ed anche insolitamente "bilanciato" (niente più mattone sotto per tenerlo in asse!), quindi sì, a questo punto, fermamente convinti di aver già migliorato (e di molto!) la macchina non resta altro da fare che rimettere insieme i due assali...
:)




lunedì 11 settembre 2017

Come costruire un prototipo di automobile - Parte 1

Per poter procedere con il progetto della realizzazione di un prototipo di automobile a partire da una MG - F, dobbiamo liberare quello che ci serve (motore, cerchi, ruote, assali, freni..) da... tutto il resto, ovvero carrozzeria, telaio, sedili, interni, insomma praticamente tutto quello che rende confortevole un'automobile...

Si comincia quindi a smontare...


tagliare..


e rimuovere, con l'obbiettivo di recuperare pezzi di ricambio ancora in buone condizioni e alleggerire quanto più possibile il telaio...


che, una volta separato con l'ausilio di un ponte dagli assali, viene portato a fare un giretto fuori


dove è finalmente possibile sollevarlo con le forche del muletto...


e trovare a terra tutto quello di cui abbiamo veramente bisogno


Con l'indiscutibile beneficio di ritrovarmi a sera il piazzale dell'officina abbellito da una nuova, spaziosa e sobria fioriera...


domenica 3 settembre 2017

Come costruire un prototipo di automobile - Introduzione

Inverno 2014. Una mattina insidiosamente non eccessivamente fredda, complici una curva in ombra, uno strato di ghiaccio evidentemente ben mimetizzato con il fondo stradale, unito magari ad un po' di ritardo, con la ciliegina della trazione posteriore e trovarsi sul guard rail è un attimo..
Come è stato un attimo qualche mese dopo, alla fine di una allegra cena tra amici, complice l'euforia della serata, unita magari ad un po' di entusiasmo per il fascino dell'idea, con la ciliegina di qualche bicchiere di troppo, offrirsi di dare una mano ad un amico a realizzare il telaio per un prototipo di automobile da costruire utilizzando i pezzi della sua MG F che aveva - fortunatemente senza gravi conseguenze -  sbatacchiato poco tempo prima sul guard rail...

E così, a metà estate del 2015, approfittando della "chiusura estiva" (?), mi vedo recapitare a bottega quel che rimane della povera MG...




con la promessa / minaccia che ne avremmo tirato fuori un prototipo in stile Ariel Atom almeno per quanto concerne l'impostazione e la filosofia di base dell'automobile, con telaio minimalista in traliccio tubolare, carrozzeria praticamente inesistente e se possibile un peso complessivo non superiore i 500Kg, visto che il motore Rover della MG, pur offrendo il vantaggio di essere molto leggero (intorno ai 100Kg) se non opportunamente modificato, è in grado di erogare "solamente" 130CV.

Era già tutto pronto, avevamo il progetto ben dettagliato fin nei minimi particolari disegnato a mano su un tovagliolino di carta a fine cena di cui sopra in accurata scala 1:a_qualche_cosa, comprese macchie di cibo, caffé e residui di ammazzacaffé; i tubi per il telaio definitivo e qualche fascio di tubi elettrosaldati in ferraccio da sacrificare sull'altare dell'estetica fino a quando non avremmo trovato curve e linee soddisfacenti per il telaio, il frigo pieno di birre e tutti e presupposti per quella che si preannunciava essere un'estate impegnativa...

domenica 16 luglio 2017

Installazione archetto in stile Café Racer su BMW R1100 GS

E' risaputo, "donne e motori son gioie e dolori",  e tra le tante cose che accomunano le donne e le due ruote c'è anche il fatto che entrambe, una volta spogliate, possono riservare delle sorprese e non essere poi così sexy come sembravano da vestite...

E' questo il caso di questo telaio di BMW R1100GS, obbiettivamente non così affascinante senza il resto della moto intorno:


Quindi, visto il desiderio del proprietario di modificare un po' la moto, la prima cosa che ha deciso di far "saltare" è stato il finale, da sostituire con un classico archetto curvo che lasciasse un po' più di libertà nella scelta della sella.

Curvato quindi il tubo del diametro giusto:


..dopo averlo rifilato alla misura desiderata, si passa al taglio del telaio


che, come ci mostra la foto soprastante, è costituito da due tubi uno dentro l'altro, il che ha reso necessario la realizzazione di un paio di torniti a sezione cilindrica differenziata per la parte rimanente del telaio "vecchio" e per il nuovo archetto



Nelle foto sopra sono anche già stati praticati i fori per la saldatura dei torniti al telaio, analogamente a quanto sarà fatto per l'archetto, che ovviamente oltre che ai torniti sarà anche saldato ai "moncherini" rimanenti del telaio, dopo di che si procederà con molatura e ripulitura del tutto:



Ed infine alla realizzazione di una piccola linguetta per il fissaggio del parafango:




domenica 14 maggio 2017

Riparazione e ricostruzione mediante saldatura di particolari da moto in alluminio

Di seguito un carrellata di foto di vari pezzi di moto, tutti accomunati dal fatto di essere in alluminio, sporchi e... rotti.

In questo tipo di riparazioni la pulizia con sgrassatori, solventi o altro e magari anche una bella spazzolata con spazzola in acciaio inox è sempre il primo step, anche se talvolta ci sono pezzi talmente impregnati di olio che, anche se all'apparenza puliti, in fase di saldatura "sputano" fuori le peggio porcherie.
A parte provare a "giocare" un po' con la regolazione del bilanciamento delle semionde della corrente alternata della saldatrice, in questi casi spesso non rimane altro da fare che rimolare e risaldare, fino a che non si riesca ad ottenere un cordone pulito.



Una volta depositato il primo cordone, tipicamente i passaggi successivi filano via molto più rapidamente, potendo beneficiare di un substrato sottostante di materiale "sano".


Poi ci sono i casi in cui è fondamentale l'allineamento del pezzo da riparare, e di consenguenza diventa di primaria importanza tenere sotto controllo le distorsioni introdotte dalla saldatura



...senza tuttavia trascurare il fattore più importante della saldatura stessa, ovvero la penetrazione, che  - ove opportuno - può essere coadiuvata da una cianfrinatura dei lembi adeguata




Infine ci sono quei pezzi che sono semplicemente progettati male, e che tutti i "fortunati" possessori dei mezzi cui appartengono hanno una buona probabilità di dover prima o poi sostituire o - se possibile - riparare.




In tutte queste riparazioni, visto che poi i cordoni di saldatura saranno successivamente spianati, personalmente preferisco sempre propendere dal lato della sovrabbondanza della quantità di materiale depositato, giusto per essere sicuri che una volta rilavorati non manchi materiale in qualche punto.