domenica 16 luglio 2017

Installazione archetto in stile Café Racer su BMW R1100 GS

E' risaputo, "donne e motori son gioie e dolori",  e tra le tante cose che accomunano le donne e le due ruote c'è anche il fatto che entrambe, una volta spogliate, possono riservare delle sorprese e non essere poi così sexy come sembravano da vestite...

E' questo il caso di questo telaio di BMW R1100GS, obbiettivamente non così affascinante senza il resto della moto intorno:


Quindi, visto il desiderio del proprietario di modificare un po' la moto, la prima cosa che ha deciso di far "saltare" è stato il finale, da sostituire con un classico archetto curvo che lasciasse un po' più di libertà nella scelta della sella.

Curvato quindi il tubo del diametro giusto:


..dopo averlo rifilato alla misura desiderata, si passa al taglio del telaio


che, come ci mostra la foto soprastante, è costituito da due tubi uno dentro l'altro, il che ha reso necessario la realizzazione di un paio di torniti a sezione cilindrica differenziata per la parte rimanente del telaio "vecchio" e per il nuovo archetto



Nelle foto sopra sono anche già stati praticati i fori per la saldatura dei torniti al telaio, analogamente a quanto sarà fatto per l'archetto, che ovviamente oltre che ai torniti sarà anche saldato ai "moncherini" rimanenti del telaio, dopo di che si procederà con molatura e ripulitura del tutto:



Ed infine alla realizzazione di una piccola linguetta per il fissaggio del parafango:




domenica 14 maggio 2017

Riparazione e ricostruzione mediante saldatura di particolari da moto in alluminio

Di seguito un carrellata di foto di vari pezzi di moto, tutti accomunati dal fatto di essere in alluminio, sporchi e... rotti.

In questo tipo di riparazioni la pulizia con sgrassatori, solventi o altro e magari anche una bella spazzolata con spazzola in acciaio inox è sempre il primo step, anche se talvolta ci sono pezzi talmente impregnati di olio che, anche se all'apparenza puliti, in fase di saldatura "sputano" fuori le peggio porcherie.
A parte provare a "giocare" un po' con la regolazione del bilanciamento delle semionde della corrente alternata della saldatrice, in questi casi spesso non rimane altro da fare che rimolare e risaldare, fino a che non si riesca ad ottenere un cordone pulito.



Una volta depositato il primo cordone, tipicamente i passaggi successivi filano via molto più rapidamente, potendo beneficiare di un substrato sottostante di materiale "sano".


Poi ci sono i casi in cui è fondamentale l'allineamento del pezzo da riparare, e di consenguenza diventa di primaria importanza tenere sotto controllo le distorsioni introdotte dalla saldatura



...senza tuttavia trascurare il fattore più importante della saldatura stessa, ovvero la penetrazione, che  - ove opportuno - può essere coadiuvata da una cianfrinatura dei lembi adeguata




Infine ci sono quei pezzi che sono semplicemente progettati male, e che tutti i "fortunati" possessori dei mezzi cui appartengono hanno una buona probabilità di dover prima o poi sostituire o - se possibile - riparare.




In tutte queste riparazioni, visto che poi i cordoni di saldatura saranno successivamente spianati, personalmente preferisco sempre propendere dal lato della sovrabbondanza della quantità di materiale depositato, giusto per essere sicuri che una volta rilavorati non manchi materiale in qualche punto.

domenica 26 febbraio 2017

Look Ma, I'm on TV!

Ieri mattina (sabato 25 Febbraio) nel corso della trasmissione di Rai Uno "Uno Mattina in Famiglia" è andato in onda un servizio che riassume un po' di quello che è stato il mio percorso negli ultimi 5 anni; per chi fosse curioso nel link sottostante trovate l'intera puntata (il servizio parte da 01:50:40):

http://www.raiplay.it/video/2017/02/UnoMattina-in-famiglia-f5a50e23-aa00-4391-88d8-7caf630aced3.html


domenica 29 gennaio 2017

Come realizzare e installare un archetto per telaio café racer

Nonostante la "sbornia" di qualche tempo fa si sia un po' regolarizzata, è innegabile che le café racer siano ancora alla grande sotto le luci della ribalta e quindi ogni tanto capita di trovarsi recapitato un telaio già "amputato" dal suo smanioso proprietario, che solo in un secondo momento si è reso conto che per poter ricostruire qualcosa di buono aveva bisogno di qualche attrezzo e qualche ora di lavoro in più..
La prima cosa da fare quindi in questi casi, una volta stabilite misure, inclinazioni e ingombri col proprietario è quella di equilibrare la lunghezza dei "moncherini" da entrambi i lati (figuriamoci se il taglio è stato eseguito nelle stesso punto da entrambi i lati..) e raddrizzarlo per quanto possibile, dopo di che si passa alla rimozione della vernice nelle parti che verranno saldate e alla realizzazione delle boccole per "l'impipaggio" dei tubi.


Come è possibile apprezzare meglio dalla foto sottostante, nel telaio sono stati praticati dei fori che successivamente verranno utilizzati per saldare la boccola al telaio stesso


Stessa procedura verrà applicata all'archetto, che in questo caso è una semplice curva a 180° senza ulteriori curve, dato che l'inclinazione finale del codino sarà quella dettata dal telaio originale.
Un giro veloce alla mia piegatubi Costafabbri Custom Choppers TB3 e l'archetto è pronto ad essere saldato


.. non prima però di avergli praticato i fori di cui sopra:


A questo punto si tratta davvero "soltanto" di saldare a modino il tutto e molare con garbo fino ad ottenere un risultato finale accettabile, perchè è vero che poi lo stucco rimedia tutto, però meno se ne usa e meglio è,  e su questo direi che siamo tutti abbastanza daccordo, per cui visto che oramai vi siete presi la briga di fare il lavoro e siete arrivati fino a questo punto, perdeteci un po' di tempo in più e carteggiate bene il tutto (anche perchè in caso decideste di far verniciare a polvere il telaio lo stucco di sicuro non è un'opzione così percorribile - a meno ovviamente di utilizzare stucchi ad alta temperatura, piuttosto costosi e di non così facile reperibilità..)



A questo punto il telaio è pronto e potete passare a sbizzarrirvi nella scelta o nella realizzazione di sella e codino che più vi aggradano..

domenica 8 gennaio 2017

Parafanghi moto d'epoca: sostituire o riparare?

Mentre nelle macchine e nelle moto moderne la produzione di grande serie ha fatto sì che convenga praticamente sempre sostituire un pannello di carrozzeria pesantemente danneggiato con uno nuovo di pacca, per autovetture e moto d'epoca il discorso è più complicato, in quanto non sempre è possibile reperire un pezzo di ricambio per il proprio mezzo, oppure questi talvolta hanno prezzi talmente proibitivi o sono in condizioni tali da far riflettere sull'opportunità o meno di riparare il pezzo anziché sostituirlo.
Ci sono poi casi in cui la riparazione del pezzo non è decisamente agevole, e se il ricambio non è disponibile, non rimane altro da fare che armarsi di pazienza e rifare il pezzo da un foglio di lamiera fresco..


Ed è esattamente questo quello che è toccato fare per sostituire il parafango della foto che vedete sopra, ricostruito interamente su un foglio di lamiera da ben 12/10 di spessore, giusto per rendere la cosa più interessante e il parafango anni luce più robusto di quello originale (sì, peserà più dell'originale, ma incredibilmente la moto non sarà utilizzata per correre in MotoGP e il pulitore avrà più materiale per tirarlo a lucido prima della cromatura fino al punto dove le finanze del proprietario vorranno spingersi e il parafango sarà ancora intero quando l'originale si sarà già decomposto - ovviamente tutto questo ha un prezzo, ed è la maggior fatica che farete se dovrete batterlo a mano...)


Qualche dettaglio delle ribordature viste dall'esterno..



..e dall'interno del parafango


Pronto per lucidatura e cromatura!